Nuovo allarme per quanto riguarda il fenomeno El Nino: arriva anche l’allerta dell’Onu dopo una foto della NASA. I dettagli.
El Nino potrebbe raggiungere un’intensità eccezionale nei prossimi mesi, con conseguenze potenzialmente gravi per milioni di persone. Il fenomeno climatico, associato a cambiamenti nelle temperature dell’oceano Pacifico, può alterare i modelli meteorologici su scala globale, favorendo siccità prolungate, precipitazioni estreme e ondate di calore. A lanciare l’allarme sono le Nazioni Unite, preoccupate soprattutto per gli effetti sulle popolazioni più vulnerabili.

Allarme El Nino: cosa sta succedendo
Secondo le ultime previsioni dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), riportate da diverse fonti, tra novembre 2026 e gennaio 2027 la temperatura superficiale del Pacifico tropicale potrebbe arrivare fino a 3,8 gradi sopra la media. Un aumento che potrebbe ripercuotersi sul clima di numerose regioni del pianeta, modificando la distribuzione delle piogge e aggravando situazioni già difficili.
“Ciò avrà conseguenze di vasta portata sui modelli meteorologici in tutto il mondo”, ha avvertito Celeste Saulo, segretaria generale dell’OMM. Le preoccupazioni riguardano in particolare la possibilità che eventi meteorologici estremi si susseguano con effetti differenti a seconda delle aree interessate, alternando periodi di scarsità d’acqua a piogge intense e potenzialmente distruttive.
Il quadro delineato dalle Nazioni Unite mette in evidenza soprattutto i rischi per l’America Latina, l’Africa orientale e meridionale, l’Asia e la regione del Pacifico. In questi territori, le conseguenze potrebbero incidere sulla disponibilità di cibo e sulle condizioni di vita delle comunità più esposte.
“Questo El Nino è un colosso. È una forza distruttrice”, ha dichiarato Tom Fletcher, responsabile delle operazioni umanitarie dell’Onu, sottolineando la portata delle possibili ripercussioni.
Le conseguenze e la foto della NASA
Le stime citate dalle Nazioni Unite indicano che 50 milioni di persone potrebbero andare incontro a una maggiore insicurezza alimentare. Per i Paesi africani, inoltre, i danni economici potrebbero raggiungere i 20 miliardi di dollari.
Da Ginevra arriva quindi l’invito a non aspettare che gli effetti del fenomeno si manifestino. Investire nella prevenzione e nelle misure di adattamento viene indicato come un passaggio fondamentale per ridurre i danni e proteggere le popolazioni maggiormente esposte. La preparazione anticipata potrebbe contribuire a limitare le conseguenze di un evento climatico dalle possibili ripercussioni globali.
Ad alimentare le paure anche la recente foto diffusa anche via social dalla NASA che tramite i satelliti ha confermato la forza del fenomeno in grado di far cambiare colore all’Oceano Pacifico.
OCEAN SHIFT 🌊: NASA satellites are capturing a striking change in the Pacific Ocean as a powerful El Niño develops, with once-green waters turning bluer. The reason? Phytoplankton are declining as nutrient-rich waters become harder to reach, offering scientists a fascinating look on how a Super El Niño impacts the ocean’s color. #ocean #nasa #color #ElNiño
— FOX Weather (@foxweather) October 21, 2026